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Marco Pozza
L’UOMO OLTRE L’ERRORE

L’errore non è mai un punto d’arrivo, ma spesso viene trasformato in un’identità definitiva che imprigiona la persona in un fermo immagine del proprio passato. In un sistema sociale che tende a sovrapporre l’individuo alla colpa commessa o alla patologia manifestata, diventa urgente scindere l’uomo dal suo fallimento per restituirgli la possibilità di un nuovo inizio. Rialzarsi richiede il superamento di narrazioni puramente punitive o assistenzialiste, che spesso finiscono per soffocare la responsabilità individuale anziché alimentarla. L’ascolto e la costruzione di reti di senso rappresentano gli strumenti necessari per trasformare la caduta in una feritoia attraverso cui guardare il domani. Solo riconoscendo la dignità intrinseca che abita oltre ogni fragilità è possibile tracciare percorsi di ripartenza che non siano semplici ritorni al passato, ma vere e proprie esplorazioni di una libertà ritrovata.

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Convegno
GIOCARE D’ANTICIPO

Il Convegno “Giocare d’anticipo” si svolgerà dalle ore 8.15 alle 14.00. È un Corso Formativo accreditato in presenza.
N. crediti ECM 5 | ID 2403- 471962.
Il corso è accreditato per tutte le professioni sanitarie e per gli Assistenti Sociali.

Obiettivo formativo ECM: Fragilità e cronicità (minori, anziani, dipendenze da stupefacenti, alcool e ludopatia, salute mentale), nuove povertà, tutela degli aspetti assistenziali, sociosanitari, e socioassistenziali (22).

La partecipazione è GRATUITA fino ad esaurimento posti ed è possibile solo attraverso il form online cliccando qui.
Per i dipendenti AULSS 6 è necessaria l’iscrizione anche in Piattaforma Formazione.

Questo convegno nasce dall’idea di creare un momento di confronto fondamentale per gli operatori dei Dipartimenti per le Dipendenze della Regione Veneto che, da ormai sei anni, gestiscono i progetti finanziati sul Gioco d’Azzardo Patologico. Anni di impegno sul campo si sono tradotti in una ricca esperienza clinica, in un’importante attività di ricerca e nell’elaborazione di nuove strategie di intervento. L’obiettivo dell’incontro non è solamente quello di condividere i risultati e le metodologie più efficaci e innovative sviluppate dalle singole Aziende ULSS, ma anche quello di tracciare nuove rotte nel campo del Disturbo da Gioco d’Azzardo per rafforzare una rete di eccellenza nel Veneto, focalizzandoci sulle migliori pratiche del settore. In quest’ottica, il progetto “Cambio Gioco” funge da piattaforma per diffondere conoscenze trasversali ed esperienze sul campo.

Giovanni Martinotti, Medico chirurgo specialista in psichiatria, Francesca Chieco, Dirigente Psicologo Dipartimento Dipendenze ULSS 6 Euganea, Amelia Fiorin, Dirigente Psicologo Dipartimento Dipendenze ULSS 2 Marca Trevigiana, Sabrina Migliozzi, Dirigente Medico Dipartimento per le Dipendenze ULSS 9 Scaligera, Fabio Lugoboni, Dir. USO Medicina delle Dipendenze Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata Verona, Sabina Rampinelli, Dirigente Medico Dipartimento Dipendenze ULSS 3 Serenissima, Giada Zoccatelli, Dirigente Psicologa Dipartimento Dipendenze ULSS 9 Scaligera, Emilia Serra, Dirigente Psicologa Dipartimento Dipendenze ULSS 4 Veneto Orientale, Valeria Pastorello, Dirigente Psicologo Dipartimento Dipendenze ULSS 5 Polesana, Fabio Fuolega, Direzione Servizi Sociali Regione Veneto, Valeria Zavan, Direttore Dipartimento Dipendenze, Vito Sava, Direttore UOC Alta e Bassa Padovana, Arianna Camporese, Dirigente Medico Dipartimento Dipendenze ULSS 6 Euganea

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Maura Gancitano
DALLA RICOMPENSA ALLA LIBERTÀ

La rete costruisce il nostro ambiente emotivo e orienta la percezione di ciò che è possibile e di ciò che è “a portata di mano”. Vivere in un sistema che moltiplica le promesse di felicità immediata, porta la nostra mente a inseguire continuamente una ricompensa futura, ed è così che si crea dipendenza. Se l’immaginazione è sempre più colonizzata dal digitale e la vulnerabilità, la frustrazione e la speranza diventano delle leve di manipolazione, la filosofia può offrire una pratica di libertà capace di restituirci tempo e capacità di desiderare senza essere consumati dal desiderio.

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Teresa Farroni
RICONOSCERE, REGOLARE, RESISTERE

Lo sviluppo delle funzioni esecutive rappresenta uno dei pilastri fondamentali attraverso cui l’individuo acquisisce la capacità di orientare il proprio comportamento in modo consapevole, regolato e finalizzato. Tra queste funzioni, la self-regulation, le attività inibitorie, la propriocezione e l’interocezione giocano un ruolo particolarmente significativo nel sostenere il controllo delle azioni, delle emozioni e delle pulsioni. Il loro sviluppo non è solo il risultato di un processo biologico, ma è profondamente influenzato dalle esperienze educative, dalle relazioni significative, dalle pratiche di autoregolazione apprese nel corso della vita e da eventuali condizioni di vulnerabilità psicologica o sociale.

 

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Giulia Migneco e Rocco Sciarrone
LA TRAPPOLA PERFETTA

Il gioco d’azzardo in Italia è diventato una vera e propria emergenza sociale e le normative vigenti non riescono sempre a contenerne gli effetti economici, sociali e di salute pubblica. Il professor Sciarrone si occuperà della connessione tra il gioco d’azzardo e il mondo della criminalità organizzata, in particolare delle mafie, e spiegherà come queste realtà si inseriscano nel fenomeno creando ulteriori problemi che si sommano alla dipendenza. La dottoressa Migneco descriverà il problema dell’azzardo “di massa” presentando numeri e storie e mostrando le enormi conseguenze che il gioco può avere sulla vita delle persone, tra cui dipendenza patologica, indebitamento, usura e violenza; offrirà inoltre spunti concreti su come agire, sia per prevenire l’insorgere della dipendenza sia per uscirne quando si è già in difficoltà.

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Barbara Laura Alaimo
IL LINGUAGGIO CHE CURA

La prospettiva pedagogica ed etica può essere di grande aiuto per analizzare le dinamiche relazionali che intercorrono tra le persone con dipendenza (comportamentali o da sostanze) e chi se ne prende cura, siano essi familiari, medici, operatori, educatori. Questo approccio ci permette di svelare come l’uso consapevole del linguaggio possa abbattere lo stigma e trasformare la comunicazione in un autentico strumento di cura, capace di influenzare positivamente il percorso di recupero e la tenuta dei legami affettivi. Saper abitare la relazione attraverso parole non ostili e riflessioni morali profonde consente di sviluppare una maggiore consapevolezza emotiva e di dotarsi di strumenti relazionali solidi. Questo permette di superare le narrazioni colpevolizzanti e di costruire ambienti di ascolto equi e accoglienti, dove la responsabilità del linguaggio diventa il fondamento per una rigenerazione dei rapporti e per il sostegno concreto nelle fragilità.

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Raffaele Mantegazza
GIOCHIAMO DI PIÙ!

Il gioco è un bisogno primario dell’essere umano, un vero e proprio diritto inalienabile (come stabilito anche dalla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza). Le sue caratteristiche essenziali sono due: la gratuità (si gioca per il puro piacere di farlo, senza un fine utilitaristico o un tornaconto economico) e la socialità (il gioco autentico crea relazioni, legami e comunità).
Il gioco d’azzardo, al contrario, si configura come un “non-gioco” perché tradisce profondamente queste peculiarità. Esso cancella la gratuità trasformando l’azione in un calcolo economico e l’elemento sociale, sostituendo il desiderio umano di libertà e relazione con la ricerca di un compenso perverso e rischioso. Per contrastare l’azzardo, la via è chiara: dobbiamo tornare a giocare di più, recuperando il senso profondo di libertà e gratuità per soddisfare questa esigenza fondamentale e liberarci dalla dipendenza da compensazioni perverse.

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Umberto Folena e Peter Gomez
DIETRO IL JACKPOT

Il gioco d’azzardo, che si presenta come un innocuo divertimento, ma è in realtà un affare colossale dove l’economia criminale trova un’importante via d’accesso. Non si tratta solo di patologia, ma anche di un attacco diretto alla legalità e alla salute pubblica. Quali sono le falle legislative e i meccanismi che consentono a mafie e organizzazioni criminali di utilizzare il gioco, legale e illegale, per operazioni di riciclaggio e usura? Un incontro per trattare i temi della legalità, della criminalità e dell’informazione ed operare un’analisi profonda del costo invisibile che il fenomeno impone al tessuto sociale ed economico del Paese.

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Daniela Capitanucci e Alessandra Limetti
DARE VOCE AGLI INVISIBILI

Spesso si nega che il gioco d’azzardo patologico rappresenti un rischio per la salute pubblica e privata nel nostro Paese. Si dice, ad esempio, che sono pochissimi i soggetti in cura presso i servizi delle dipendenze, dimenticando che solo il 5% di chi sta male si rivolge effettivamente alle strutture di cura. Se questa sottostima è in qualche modo oggetto di un dibattito pubblico, resta invece senza voce la perdita di qualità di vita di coloro che vivono il problema di riflesso: i famigliari. L’intervento mira a dare voce a questi soggetti fragili, negletti, vittime collaterali di un’industria e di una politica che nega i loro diritti semplicemente dimenticandosi di loro.

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Matteo Saudino
LA NOIA PUÒ SALVARCI

La nostra è la società del consumo ipertrofico, dove siamo costantemente sollecitati da pulsioni e desideri effimeri ed esposti a stimoli che promettono gratificazione immediata; social media, pubblicità, intrattenimento on demand, gioco d’azzardo: ogni canale è studiato per tenere alta la nostra attenzione, riempiendo ogni vuoto potenziale. A queste condizioni non è più concesso, soprattutto ai giovani, il tempo della riflessione, del vuoto, della noia. Eppure è proprio la noia che genera introspezione, profondità, filosofia, pensiero. Intesa non come uno stato di apatia, ma come un momento di pausa, la noia è uno spazio vuoto che, se accolto e praticato, permette alla mente di elaborare pensieri, emozioni e sensazioni senza una direzione prestabilita. È un terreno fertile per l’introspezione e la creatività. È proprio nel vuoto e nel silenzio che nascono le domande profonde, quelle che danno origine al pensiero critico e alla filosofia.