La rete costruisce il nostro ambiente emotivo e orienta la percezione di ciò che è possibile e di ciò che è “a portata di mano”. Vivere in un sistema che moltiplica le promesse di felicità immediata, porta la nostra mente a inseguire continuamente una ricompensa futura, ed è così che si crea dipendenza. Se l’immaginazione è sempre più colonizzata dal digitale e la vulnerabilità, la frustrazione e la speranza diventano delle leve di manipolazione, la filosofia può offrire una pratica di libertà capace di restituirci tempo e capacità di desiderare senza essere consumati dal desiderio.