La chiamano demenza digitale, ma non è un semplice gioco di parole: lo smartphone influenza negativamente le capacità di apprendimento, di relazione e socializzazione dei nostri figli. In rete però c’è molto altro e si sono imposte nuove pratiche diffuse tra i giovanissimi: le challenge mortali per avere views, il corteggiamento tramite il sexting, la cyberpornografia e i suoi modelli disfunzionali e purtroppo molto altro… La generazione smartphone sta sviluppando una pericolosa ossessione per le metriche: corporee (“Devo essere magra” e “Devo essere grosso”), economiche (“Devo diventare milionario”), ma anche quelle legate alla popolarità (“Voglio fare l’influencer). Cosa possiamo fare noi adulti? La lepre tecnologica è per natura più veloce della tartaruga educativa, ma quest’ultima ha un superpotere. Come un vecchio filosofo è lenta, ma non impulsiva. Sa riflettere e vedere le ombre nascoste dietro la luce dello schermo. Nell’epoca della demenza digitale dobbiamo donare ai nostri figli la capacità più preziosa: imparare a pensare.