Spesso si nega che il gioco d’azzardo patologico rappresenti un rischio per la salute pubblica e privata nel nostro Paese. Si dice, ad esempio, che sono pochissimi i soggetti in cura presso i servizi delle dipendenze, dimenticando che solo il 5% di chi sta male si rivolge effettivamente alle strutture di cura. Se questa sottostima è in qualche modo oggetto di un dibattito pubblico, resta invece senza voce la perdita di qualità di vita di coloro che vivono il problema di riflesso: i famigliari. L’intervento mira a dare voce a questi soggetti fragili, negletti, vittime collaterali di un’industria e di una politica che nega i loro diritti semplicemente dimenticandosi di loro.